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Editoriale

13 giugno 2020 | Editoriale

ACCORDI / INTERAZIONI

ArtGAP è lieta di accogliere nei suoi spazi  ACCORDI / INTERAZIONI, bipersonale di Annamaria Consoli e Leon Akwadal a cura di Cecilia Paolini. 

Da sabato 20 giugno a venerdì 3 luglio 2020, negli spazi della galleria Art GAP sarà ospitata la mostra ACCORDI / INTERAZIONE, personale di Paolo Martellotti a cura di Cecilia Paolini. La rassegna verrà inaugurata sabato 20 giugno 2020 alle ore 16:30.

 

In questo tempo così straordinario, che ha imposto imprese di temperanza alle quali la distratta realtà si è dovuta adeguare, la narrazione è stata, come da sempre, lo strumento principe attraverso il quale la trasformazione è tollerabile e, d’altra parte, non ha portato alla follia. Proprio per celebrare il senso del narrare, la mostra Accord / Interazioni è il meraviglioso racconto di come due artisti, due pensieri, due modi di creare, ovvero un uomo e una donna, si sono conosciuti e insieme hanno deciso di percorrere la complessa via dell’arte e l’ancor più multiforme strada della vita. Anna Maria Consoli trasforma metalli e pietre preziose in monili da quando era poco più che adolescente: l’arte dell’oreficeria richiede pazienza, lentezza, concentrazione e molta tecnica. Una disciplina ferrea le ha permesso di essere nota e stimata; la profonda conoscenza dei materiali l’ha portata ad avere tra le mani patrimoni che difficilmente si riescono a immaginare, condensati in oggetti discreti ed eleganti da lei stessa trasformati. Ma proprio quella tecnica, quella disciplina, da tempo era sentita da Anna Maria insufficiente a colmare il bisogno di creare.

Circa tre anni or sono, la pittura vibrante di Leon Akwadal entrò per la prima volta negli occhi e nella mente di Anna Maria: l’accostamento fluido e audace dei colori, composti per illudere la vista con un immoto movimento, le tele lavorate come trame cangianti, ora simili a lino grezzo, ora sottili come organza, oppure accostabili a preziosissime trine, furono l’immagine di quella caleidoscopica creatività che Anna Maria stava cercando. Fatalità del destino: fu durante una mostra in Artgap che Anna Maria vide per la prima volta le opere di Leon Akwadal e, di conseguenza, il pittore la vide per la prima volta. Per Leon Akwadal l’interesse verso Anna Maria fu subito personale, ma il gioco di seduzione venne frenato dalla volontà di conoscersi meglio, di rendere importante l’occasione dell’incontro. Iniziò così un sodalizio fatto di comprensione, di amicizia, di lavoro e, successivamente, d’amore. Così è nato il progetto Konzo Konzo, ossia l’unione delle rispettive creatività, il gioco di mimesis tra la pittura di Leon Akwadal e l’oreficeria di Anna Maria. Fu lei a proporre di lavorare insieme a un progetto che l’aiutasse a sbloccare la propria creatività, a rinforzare, attraverso l’inventiva, quella tecnica di cui sentiva l’importanza ma al tempo stesso l’insufficienza; in mostra i risultati di questa ricerca: sei opere ciascuno, accordate per assonanza o per un delicato equilibrio di compenetrazione, talvolta giocate sul ritmo di un segno che si ripete, talaltra su colori e superfici accostate per contrasto. Non sono l’una la traduzione dell’altra in una tecnica diversa: sono piuttosto i segni di un gioco di progressivo avvicinamento e comprensione dei mezzi tecnici così distanti come la pittura e l’oreficeria. Emblematici sono i due lavori scelti per la locandina dell’evento: un elemento grafico quadrangolare che si ripete all’infinito sulla tela, variato nelle dimensioni e nelle sfumature, emblema di un agglomerato di case viste dall’alto a volo d’uccello, nuclei abitativi al cui centro, nel pendaglio creato da Anna Maria, risplende una pietra bellissima e trasparente: la bellezza delle persone che vivono e abitano nel mondo, all’interno della propria casa, trasparente per lasciare intravedere la pelle reale di chi c’è dietro quel simbolo, ossia l’umanità. In Artgap avvenne il loro incontro, in Artgap non può che avvenire la prima esposizione di questo esperimento di vita. L’amicizia che ci lega a entrambi si rafforza, dunque, in questa occasione: mirabolante per la qualità delle opere esposte, ancor più preziosa per l’edificante storia di amicizia, di amore, di ricerca dell’altro e di condivisione che porta in sé. Una di quelle storie che fa bene conoscere, quelle narrazioni che segnano il passo in un pomeriggio di tarda primavera, quando si percepisce il profumo della vita che rinasce e le paure svaniscono come le ombre nella canicola, i dolori fanno strada alla tenerezza e i colori ricordano che le esperienze vissute sono in fondo della stessa sostanza delle pietre preziose.

Cecilia Paolini

 

La mostra rimarrà aperta fino a venerdì 3 luglio 2020.

 

E’ consigliata la prenotazione  telefonando ai numeri 06 93 60 201 e 393 44 98 680 oppure via email al seguente indirizzo info@artgap.it. Infine è possibile utilizzare il pulsante di prenotazione nella pagina facebook di Artgap.


sviluppo e realizzazione grafica a cura di Raffaele Verna