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ART G.A.P. GALLERY
Modern & Contemporary Art
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00153 - Roma - RM
Tel: 06.9360201
Fax: +391782742871
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Editoriale

09 settembre 2019 | Editoriale

TOTEM

ArtGAP è lieta di accogliere nei suoi spazi TOTEM, personale di Gaia Adduccio  in collaborazione con Luisa Briganti, a cura di Beatrice Luzi 

Venerdì 13 settembre, presso la Galleria Art G.A.P. di Roma, verrà inaugurata la mostra della fotografa Gaia Adducchio, TOTEM.

In occasione della riapertura della stagione espositiva, l’Art G.A.P. Gallery è lieta di presentarVi TOTEM, mostra personale della fotografa GAIA ADDUCCHIO in collaborazione con la direttrice del CSFAdams LUISA BRIGANTI, a cura della storica dell’arte BEATRICE LUZI.

 

Formatasi presso il Centro Sperimentale di Fotografia Adams di Roma -sponsor tecnico dell’evento-, Gaia Adducchio è un fiore all’occhiello della fotografia d’autore contemporanea, in Italia e all’estero. Tra le più importanti rassegne cui ha preso parte, ricordiamo le recenti edizioni del “Prague Photo” ed “Emerging Talents” e l’attende, in ottobre, il “Salon d’Automne” di Parigi.

Adducchio lavora esclusivamente su pellicola e ha realizzato personalmente gran parte delle stampe fotografiche in mostra.

Così, la perizia artigianale della stampa fine art conferisce matericità e consistenza a immagini dotate di grande carica evocativa. Come una creatura vivente, ogni fotografia porta “geneticamente” i segni dell’alea che, nel gioco di sovrapposizione fra le diverse esposizioni del negativo, introduce nel testo visivo un’interferenza che tramuta la “bella immagine” in un enigma senza soluzione. Le serie fotografiche Naked she, Étoiles e Ritratti di famiglia esprimono un paradigma di forte coerenza formale e concettuale in cui gli elementi semiotici corpo - maschera - muro compongono un articolato trilemma esistenziale.

In qualità di espressione particolare con una speciale nomenclatura formata da nomi di animali e di piante, la quale è il carattere distintivo di correlazioni e opposizioni (C. Lévi-Strauss), il totem simbolizza i moti dell’inconscio umano in forma visibile, attestandone il senso di appartenenza a livello individuale e collettivo. Similmente, le figure stranianti e iconiche concepite dall’autrice assurgono a personale sistema simbolico di riferimento che rammenta, regola ed esorcizza le profondità della psiche, riscattando eroticamente quel senso della fine che tutto pervade.

 

La mostra rimarrà aperta fino al 18 settembre.


sviluppo e realizzazione grafica a cura di Raffaele Verna