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marcello spada

MARCELLO SPADANella semplicità di una linea si cela l'essenza del reale; in una goccia di acqua colorata è la forma dei ricordi: l'acquerello ha la consistenza della memoria che mai appare nitida, eppure è limpidissima nella mente, capace di evocare tutto ciò che è stato mescolandolo a ciò che avremmo voluto che fosse, all'impressione e al sentimento che a quel ricordo si accompagna.

 

Saper usare la difficilissima arte dell'acquerello equivale a comunicare ricordi che solo apparentemente sembrano personali, ma che in realtà partecipano a una corrispondenza di sensi che accomuna chiunque. Indubitabilmente Marcello Spada è maestro di quest'arte evocativa; i paesaggi, i luoghi raccontati nelle sfumature dei suoi lavori sono puntuali, hanno una precisa collocazione geografica, eppure potrebbero essere dovunque, abitano in qualche parte della mente di chiunque perchè chiunque ha provato il sentimento di calma attesa di una giornata plumbea, la spensierata esaltazione del primo sole di primavera, la voglia di conoscere cosa è al di là di un vecchio cancello di ferro battuto.

 

Ogni emozione è lì, in quelle gocce colorate che hanno la forma di un luogo fisico, ma l'essenza di uno stato mentale, che raccontano di un viaggio reale, ma rappresentano una divagazione dell'animo, esperienza di tutti, sapienza che accomuna anche chi quei luoghi non li ha mai visti poichè l'immaginazione è il posto abitato da chiunque, inalienabile anche contro la volontà. I lavori di Marcello Spada, però, non comprendono soltanto panorami o, in generale, forme fisiche: soprattutto la produzione degli ultimi anni comprende lavori astratti, composti sostanzialmente da colori, sfumature, velature, interpolate talvolta da resine lucide, in contrasto con l'opaca evanescenza dell'acquerello.

 

Sono espressione di un sentimento non evocato dalla memoria, ma vivido e improvviso, generato nell'attimo dell'osservazione e puro, proprio perchè non legato ad alcuna forma reale. Non è nulla di artatamente costruito, di meccanicamente pensato: ogni forma e ogni colore, in questi lavori astratti, sono mescolati in equilibrio spontaneo, intuizione di ciò che quella composizione suscita (non evoca!) in chi si pone davanti. In questo senso, dunque, le resine lucide agiscono come una spinta che rompe l'equilibrio di un'emozione conosciuta, una spinta che obbliga a cercare di nuovo un equilibrio, con la consapevolezza che non esiste sentimento conosciuto fino in fondo, perchè l'esperienza e il ricordo devono essere strumenti dell'immaginazione, non costituirne i confini!

 

Nel 1753 William Hogarth poneva le regole della Bellezza nell'arte: tra le sette regole indicate nella sua "Analisi della Bellezza", la semplicità della forma è indicata come regola aurea che governa l'esteriorità dell'opera d'arte, mentre la complessità ("intricacy" nella lingua originale), solo apparentemente in contrasto con la semplicità, è la caratteristica principale del contenuto. In linea con i dettami di Hogarth, gli acquerelli di Spada celano, al di là dell'armonica semplicità delle forme e dei colori, non solo una notevole perizia tecnica, ma soprattutto una bellezza, intendendo per bellezza ciò che dovrebbe essere definito come "motivo di interesse", che si svela pian piano, che non può essere colto a prima vista perchè necessita di osservazione e meditazione.

 

La differenza tra vera arte e un'immagine qualunque, ancorchè gradevole, è la capacità del manufatto di rimanere emozionante anche dopo anni osservazione nella stessa parete, con la stessa cornice: un osservazione prolungata nel tempo è l'unica chiave di lettura per godere degli acquerelli di Spada, perchè solo il tempo rende sorprendente la loro osservazione. 

 

di Cecilia Paolini



sviluppo e realizzazione grafica a cura di Raffaele Verna